Un nome d'oro
Il nome viene dal greco chrysós, «oro», e ánthemon, «fiore». Linneo definì il genere nel 1753. Quello che si vende come crisantemo è quasi sempre un ibrido coltivato da secoli in Asia orientale. In Giappone un fiore stilizzato a sedici petali è il sigillo imperiale.
Perché fiorisce in autunno
È una pianta a giorno corto: forma i boccioli solo quando le notti si allungano. Per questo i vasi riempiono i mercati rionali e i vivai da settembre a novembre. Chi coltiva fiori recisi controlla la luce nelle serre, e per questo gli steli si trovano tutto l'anno.
Come tenerlo bene
- Metti il vaso in un punto luminoso e riparato, con il substrato sempre appena umido ma mai fradicio.
- Togli i fiori sfioriti per far aprire i boccioli rimasti.
- Negli steli recisi taglia la base in obliquo, elimina le foglie che finirebbero sott'acqua e cambia l'acqua ogni due o tre giorni.
- Tenuti al fresco durano di solito da dieci a quattordici giorni.
Significato e animali
Nel nostro Paese il crisantemo accompagna la commemorazione dei defunti del 2 novembre, quindi come dono allegro non è la scelta più adatta. Per una ricorrenza lieta conviene un altro fiore.
Secondo l'ASPCA è tossico per cani, gatti e cavalli: contiene lattoni sesquiterpenici e piretrine, che possono causare vomito, diarrea, salivazione, scarsa coordinazione e irritazioni cutanee. Se sospetti che l'animale ne abbia mangiato, chiama subito il veterinario.