Dalla rosa canina alle rose da giardino
Il genere Rosa comprende ben più di cento specie. Quelle selvatiche hanno di solito cinque petali, fioriscono in bianco, rosa o rosso e in autunno producono i cinorrodi. Lungo le siepi e ai margini dei boschi italiani cresce soprattutto la rosa canina, con i cui frutti si preparano marmellata, sciroppo e tisane.
Gran parte delle varietà a fiore doppio che vedi nei giardini discende da rose cinesi arrivate in Europa nel Settecento. Furono loro a portare la capacità di rifiorire più volte nel corso dell'estate. Oggigiorno le varietà sono talmente tante che anche la divisione in rampicanti, arbustive e tappezzanti dà solo un'idea approssimativa.
Aculei, non spine
Quelle che di solito chiami spine sono in realtà aculei: nascono dalla superficie del fusto e si staccano con facilità, mentre le vere spine derivano da un ramo trasformato. Per la composizione in vaso conviene togliere gli aculei inferiori con un coltello dalla punta smussata.
Coltivarla bene in Italia
- Metti a dimora le rose in autunno o a fine inverno; quelle già in vaso si possono piantare anche in estate.
- Poti quando le gemme cominciano a gonfiarsi. Dove le gelate tardive sono frequenti, come in Pianura Padana o in collina, aspetta che il pericolo sia passato.
- Nelle zone fredde, a novembre, rincalza il punto d'innesto con un po' di terra per proteggerlo dal gelo.
- Annaffia alla base, senza bagnare le foglie: l'umidità favorisce oidio e maculatura nera.
Esistono rose blu?
In natura no. Alla rosa manca il gene per il pigmento blu, la delfinidina. Le rose blu in vendita sono bianche e colorate. Un esperimento di ingegneria genetica, con un gene preso dalla viola del pensiero, ha dato una rosa che tende al lilla e alla lavanda più che all'azzurro.
Rose e animali domestici
Secondo l'ASPCA le rose non sono tossiche per cani, gatti e cavalli. Gli aculei, però, possono graffiare un muso o una zampa curiosi.