Il rosso nasce da una mutazione
Il girasole comune viene dalle Americhe e in natura fiorisce di giallo. Diverse forme ornamentali hanno invece petali rossi e derivano tutte da una mutazione originaria; i selezionatori hanno poi incrociato finché il colore si è trasmesso con sicurezza. Un girasole rosso non è quindi una specie a sé né un fiore colorato artificialmente.
Il capolino è fatto di fiori ligulati esterni e di tanti piccoli fiori tubulari al centro, da cui si formano i semi. Nelle varietà rosse i toni vanno dal rame alla ruggine, dal rosso vino al quasi marrone, e molte sono bicolori, rosse all'interno e gialle sulla punta.
Come sceglierlo
- I rosso vino scuro sono profondi e sobri.
- I bicolori con centro rosso e punte dorate sono più allegri.
- Le varietà senza polline sono apprezzate nei mazzi perché non lasciano polvere gialla.
Si coltivano come i gialli: semina in pieno sole, a primavera inoltrata quando il freddo notturno è passato, e annaffia abbondantemente se è asciutto. Quelle alte, dove c'è vento, hanno bisogno di un tutore.
Per fine estate e autunno
Un girasole rosso sta bene in mazzi di fine estate e autunno, o come ringraziamento. Si abbina a girasoli gialli, rose arancio, spighe di grano e fiori secchi. Il rosso scuro è più sobrio del giallo, quindi si adatta a un compleanno più maturo; pochi steli in una brocca grande con spighe bastano per decorare una tavola.
Vaso e animali
- Il girasole beve molto: riempi bene il vaso e controlla l'acqua ogni giorno.
- Taglia lo stelo in obliquo e togli le foglie che resterebbero sott'acqua.
- Il fiore è pesante, quindi serve un vaso stabile.
- Cambia l'acqua ogni due giorni e sciacqua il vaso.
L'ASPCA indica il girasole tra le piante non tossiche per cani, gatti e cavalli: una buona scelta se vivi con animali.