Dalla prateria alla bordura
Il genere Echinacea riunisce circa dieci specie, tutte originarie del Nord America, dove crescono in praterie e boschi radi. Il nome viene dal greco e richiama il riccio, per il centro irto del fiore. Nei giardini si coltiva soprattutto Echinacea purpurea, descritta nel 1794: in natura vive dalla Virginia all'Ohio e al Michigan, fino alla Georgia e alla Louisiana.
Raggiunge i 120 centimetri, ha foglie ruvide e fiorisce da luglio a settembre, a volte fino a ottobre.
Da non confondere
Chi dice "rudbeckia" intende un'altra pianta, con petali gialli e simile all'echinacea. L'echinacea purpurea appartiene a un altro genere e porta di norma petali rosa-viola attorno a un cono arancio-bruno. Wikipedia la segnala come specie quasi minacciata (NT) nella lista rossa IUCN.
Dove piantarla
- Pieno sole e terreno ben drenato, dove l'acqua non ristagna.
- Nel primo anno bagna con regolarità; poi sopporta bene la siccità.
- Come perenne scompare d'inverno e rimette in primavera; lascia i semi secchi sulla pianta, perché sono cibo per gli uccelli.
- Api, bombi e farfalle visitano volentieri i fiori.
Se la usi come fiore reciso, dura circa una settimana-dieci giorni.
Pianta medicinale?
L'echinacea è venduta come rimedio per il raffreddore e per rinforzare le difese, ma gli studi mostrano al massimo un effetto debole. La pianta in sé è considerata non tossica per cani e gatti. Non somministrare però integratori agli animali senza il parere del veterinario.