Una pianta con cuore e veleno
La digitale rossa (Digitalis purpurea) Γ¨ originaria dell'Europa occidentale e centrale e vive nelle radure dei boschi, nei pascoli di montagna e nelle zone bruciate, su terreni acidi e ricchi di nutrienti. In Italia Γ¨ presente allo stato spontaneo soprattutto in Sardegna e in modo sporadico sulle Alpi.
Il nome viene dal latino digitus, dito, per la forma dei fiori simile a un ditale. A questa pianta Giovanni Pascoli ha dedicato la poesia Β«Digitale purpureaΒ».
Altezza e ciclo: gli steli vanno da trenta centimetri a un metro e mezzo, o anche piΓΉ. Nei primi tempi forma solo una rosetta di foglie; il fusto con i fiori compare l'anno dopo. Le campanelle, lunghe quattro-sei centimetri, sono di solito color porpora con macchie scure all'interno, e fioriscono tra maggio e giugno.
Dove coltivarla
- La semina avviene a spaglio, senza coprire i semi: germinano alla luce.
- Predilige mezz'ombra e terra fresca, ricca di humus.
- Togliendo le infiorescenze prima della maturazione dei semi eviti che si diffonda da sola.
- Mettila nel fondo dell'aiuola o ai bordi di un boschetto.
Come fiore reciso Γ¨ usata di rado; se la tagli, indossa i guanti e tieni il vaso lontano da bambini e animali.
Molto tossica
Foglie, fiori e semi contengono glicosidi cardioattivi come digitossina e digossina, utili in medicina ma pericolosi in dosi non controllate. Gli effetti possono andare da nausea e vomito a vista offuscata e aritmie gravi. L'ASPCA li segnala come tossici per cani, gatti e cavalli. In caso di sospetta ingestione chiama subito il 112 o un Centro Antiveleni; per gli animali, il veterinario.