Iris, il giaggiolo: dal simbolo di Firenze al mazzo in vaso
L’iris, che in italiano si chiama anche giaggiolo, ha un legame speciale con il nostro Paese. Qui trovi da dove viene questo legame, come godersi un mazzo di iris e quali varietà coltivare.
Firenze e il suo «giglio»
Il giglio rosso su fondo bianco che vedi sullo stemma di Firenze non è un giglio: è un iris stilizzato. I giaggioli crescevano spontanei sulle colline intorno alla città e i fiorentini li hanno scelti come emblema già nel Medioevo. Ancora oggi, a maggio, sotto il Piazzale Michelangelo apre il Giardino dell’Iris, dove si tiene un concorso internazionale dedicato a nuove varietà.
Nel Chianti il giaggiolo è stato a lungo anche una coltura: i rizomi essiccati danno una polvere profumata che sa di violetta, usata in profumeria.
Il nome viene da Iride, la messaggera degli dèi che nella mitologia greca percorreva l’arcobaleno. Nel linguaggio dei fiori l’iris parla di fiducia e speranza: è adatto per incoraggiare qualcuno prima di una prova. Il bianco è sobrio e va bene anche per un omaggio di cordoglio.
Dal fiorista: l’iris in vaso
L’iris che trovi in mazzo è quasi sempre l’iris olandese, un ibrido da bulbo con stelo lungo e dritto, venduto soprattutto in blu, viola, bianco e giallo, dall’inverno all’estate. Va comprato con il bocciolo chiuso ma già colorato in punta, a forma di matita: se è ancora tutto verde, spesso non si apre.
- Accorcia lo stelo con una lama affilata e togli le foglie che finirebbero in acqua.
- Acqua fresca e poco profonda, rinnovata ogni due giorni.
- Un posto fresco e luminoso, mai vicino a termosifoni o fruttiera.
- Quando il primo fiore appassisce, staccalo: dalla stessa guaina può spuntarne un secondo.
Non aspettarti miracoli: ogni fiore dura pochi giorni. Abbinalo a tulipani e ranuncoli, che reggono di più. Per un confronto, vedi la guida su quanto durano i fiori recisi.
In giardino: barbati e altri iris
L’iris barbato, con i petali inferiori decorati da una piccola «barba» di peli, è quello dei giardini e dei bordi delle strade di campagna; fiorisce tra aprile e giugno a seconda della zona. Vuole sole pieno e terreno che non trattiene l’acqua, e il rizoma va piantato quasi in superficie. L’iris siberiano ha foglie sottili e ama un terreno più fresco, mentre l’iris giapponese, con fiori larghi e piatti, cresce bene vicino all’acqua.
Carta d’identità dell’iris
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Nome comune | iris, giaggiolo |
| In vaso | pochi giorni per fiore |
| Fioritura in giardino | da aprile a giugno (barbato) |
| Luce | sole pieno |
| Animali | irritante, soprattutto il rizoma |
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