Il narciso: il primo giallo dell’anno
Quando al Nord è ancora inverno, in Sicilia e in Sardegna le tazzette sono già in fiore. Il narciso è uno dei fiori più facili da amare, ma da reciso ha un carattere tutto suo: va trattato in modo diverso dagli altri, e non è un fiore da lasciare a portata di cani e gatti.
Dal mito di Ovidio ai prati di montagna
Il nome viene dal giovane del mito greco che, innamorato della propria immagine riflessa in una fonte, si consumò fino a trasformarsi in un fiore. La versione più famosa della storia è quella del poeta latino Ovidio, nelle Metamorfosi, insieme alla ninfa Eco che lo amava senza essere ricambiata. Da qui il significato antico di vanità; oggi però il narciso si regala soprattutto come segno di rinascita e di primavera.
In Italia crescono spontanee diverse specie. La tazzetta (Narcissus tazetta), con più fiorellini bianchi e profumati sullo stesso stelo, è comune nelle zone mediterranee e fiorisce in pieno inverno. Il narciso dei poeti (Narcissus poeticus), bianco con una piccola corona bordata di rosso, colora i prati di collina e di montagna in primavera. In diverse regioni queste specie sono protette: si ammirano senza raccoglierle.
Il problema della linfa
Appena tagliato, lo stelo del narciso rilascia una linfa viscosa. Nel vaso, questa sostanza ostruisce gli steli degli altri fiori e li fa appassire prima: tulipani, rose e anemoni sono i primi a soffrirne. La soluzione è semplice:
- Taglia i narcisi e mettili da soli in un secchio d’acqua per qualche ora, meglio una notte.
- Sciacqua gli steli e butta via quell’acqua.
- Non ritagliarli più quando li unisci agli altri fiori: ogni nuovo taglio fa uscire altra linfa.
Oppure fai come molti fioristi: un mazzo di soli narcisi, magari in un vaso basso e largo. Nessun problema di convivenza e un effetto primaverile immediato.
Le varietà da fiorista e da balcone
- A trombetta: la forma classica, con la corona lunga quanto i petali, quasi sempre giallo pieno.
- A fiore doppio: petali fitti come una piccola peonia, spesso molto profumati.
- Mazzetti multiflora: più fiori sullo stesso stelo, come le tazzette, ideali per un profumo intenso.
- Nani in vaso: piccoli e robusti, perfetti sul davanzale a fine inverno. Dopo la fioritura il bulbo si può mettere in giardino.
Quanto dura e come aiutarlo
Comprali con i boccioli ancora chiusi ma già colorati: si aprono in un giorno e durano di solito una settimana. Tienili al fresco, cambia spesso l’acqua perché tende a intorbidirsi, e togli i fiori che appassiscono. Al caldo di un appartamento riscaldato la vita del mazzo si accorcia parecchio.
Un mazzo giallo per dire che la primavera sta arrivando, anche quando fuori fa ancora freddo.
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