Un rampicante dei nostri boschi
Il genere Lonicera conta circa duecento specie tra Nord America, Europa ed Asia orientale. Fiori tubolari a due labbra, ricchi di nettare, e poi bacche. In Italia incontri soprattutto specie rampicanti che ricoprono muri, recinzioni e pergole, e arbusti detti lonicere che formano siepi libere. Non si compra come fiore reciso: è una pianta da mettere a dimora e da gustare anno dopo anno.
Specie da riconoscere
- Il caprifoglio comune, Lonicera caprifolium, è un rampicante volubile che raggiunge circa cinque metri, con fiori profumati da maggio a luglio. In Italia è diffuso nella penisola, nei boschi di latifoglie fino a circa 1200 metri.
- Lonicera periclymenum è un altro rampicante che si avvolge a siepi e alberi.
- Lonicera xylosteum è un arbusto con fiori chiari e bacche rosse lucenti.
Un tratto che lo distingue: le ultime foglie sotto ai fiori sono saldate tra loro e abbracciano il ramo.
Dove metterlo
Le varietà rampicanti vogliono un sostegno: grigliato, pergola o fili. Gradiscono sole o mezz'ombra sulla chioma e un piede fresco e umido. Il profumo è più forte la sera e di notte, quando arrivano le falene che impollinano i fiori. Alcune specie crescono molto: lascia spazio. Dopo la fioritura elimina il legno secco e debole.
Occhio alle bacche
Le bacche del caprifoglio comune sono rosse o arancioni, di circa otto millimetri, e non sono commestibili: sono considerate tossiche. Se un bambino ne mangia, chiama un Centro Antiveleni; in caso di sintomi gravi, i soccorsi. Per cani e gatti vale la stessa prudenza: tienili lontano dalle bacche e, se notano sintomi, parlane con il veterinario.