Più di mille specie
Il nome viene dal greco: rhódon significa rosa e déndron albero. Il genere appartiene alle Ericacee e conta oltre mille specie, originarie di Eurasia e Americhe. Anche le azalee fanno parte del genere Rhododendron. In giardino si coltivano soprattutto ibridi, molti sempreverdi, con foglie grandi, coriacee e lucide.
In Italia crescono spontanei due rododendri: Rhododendron hirsutum, un piccolo arbusto sempreverde che arriva a circa 50 cm, con fiori rosa o bianchi, e Rhododendron ferrugineum, la rosa delle Alpi, dai caratteristici fiori rosa fucsia.
Terreno acido e radici superficiali
La maggior parte dei rododendri richiede un suolo acido, con pH tra 4,5 e 5,5. Il calcare è tollerato solo in piccole quantità, per cui in terreni calcarei conviene la coltivazione in vaso con terriccio per acidofile.
- Pianta alla stessa profondità del vaso: le radici sono superficiali.
- Il terreno deve restare umido ma ben drenato; il ristagno è nocivo.
- Mezz'ombra e riparo dal vento freddo sono l'ideale.
Fioritura e gelate
Secondo la cultivar fiorisce tra aprile e giugno. Le gemme possono gelare con le ultime brinate, quindi se è previsto freddo copri la pianta con un telo di tessuto non tessuto. Quelli sempreverdi traspirano anche in inverno: nelle giornate senza gelo annaffiali.
Tossico per persone e animali
Foglie, nettare e polline contengono grayanotossine, che possono alterare il ritmo cardiaco; anche il miele ricavato dal nettare di alcune specie può causare intossicazioni. L'ASPCA lo indica tossico per cani, gatti e cavalli: bastano poche foglie per avere sintomi seri. Per le persone chiama il Centro Antiveleni o il 112, per gli animali il veterinario.