Una pianta che vive sugli alberi
Il nome Phalaenopsis deriva da due parole greche e significa "dall'aspetto di falena": con i petali aperti, il fiore ricorda davvero una falena in volo. Il genere conta oltre settanta specie, diffuse nell'Asia tropicale e subtropicale e fino all'Australia. In natura sono epifite: crescono sui rami e sui tronchi, senza affondare le radici nel terreno, e si tengono ancorate con radici aeree grosse e grigio-verdi, rivestite da uno strato biancastro chiamato velamen che assorbe l'umidità dell'aria.
Quelle che trovi nei vivai e nei mercati rionali sono quasi sempre ibridi, più robusti delle specie selvatiche. Uno stelo fiorito dura in genere due o tre mesi, ed è per questo che la Phalaenopsis è una delle piante in vaso più regalate, per esempio per la Festa della mamma.
Come farla stare bene
- Metti il vaso vicino a una finestra luminosa, esposta a sud-est o a sud-ovest, con luce filtrata da una tenda: il sole diretto delle ore centrali brucia le foglie.
- Mantieni una temperatura mite e costante. Nelle case del Nord, d'inverno, evita il davanzale gelido e i termosifoni.
- Usa un substrato di corteccia a pezzi grossi, mai terriccio comune, e un vaso trasparente: le radici hanno bisogno di luce e di aria.
- Bagna con acqua poco calcarea, o demineralizzata, e svuota sempre il sottovaso.
Farla rifiorire
Quando l'ultimo fiore cade, guarda lo stelo. Se è ancora verde, taglialo sopra il secondo o terzo nodo contando dalla base: spesso ne nasce un ramo laterale con nuovi fiori. Se è secco e marrone, tagliarlo vicino alla base è la scelta giusta. Qualche notte più fresca in autunno aiuta a stimolare un nuovo stelo.
Animali di casa
Secondo l'elenco dell'ASPCA la Phalaenopsis non è tossica per cani, gatti e cavalli. Resta comunque una pianta da tenere fuori portata, perché le radici e le foglie masticate possono dare un po' di fastidio allo stomaco.