Un genere dai molti volti
Il genere Narcissus comprende tra circa 50 e 85 specie, a seconda dei criteri di classificazione, diffuse in Europa e Asia, e più di 24 000 cultivar registrate. Tutti hanno una paracorolla, la coroncina o tromba al centro del fiore, la cui forma serve a distinguere le varietà. Il narciso giallo (Narcissus pseudonarcissus) è soltanto una specie fra tante; altre note sono il narciso dei poeti e i narcisi a mazzetti, i tazetta.
Il nome viene dal greco nárkissos e richiama il mito del giovane innamorato del proprio riflesso.
Come si piantano
- I bulbi vanno interrati a settembre o ottobre in terreno ben drenato: nei ristagni marciscono.
- La profondità giusta è circa tre volte l'altezza del bulbo.
- Hanno bisogno del freddo invernale, perciò restano fuori.
- Dopo la fioritura lascia le foglie finché non ingialliscono: nutrono il bulbo per l'anno successivo.
Crescono bene anche in vaso, se l'acqua può defluire.
Nel vaso da taglio
I narcisi appena tagliati secernono una linfa mucillaginosa che fa appassire gli altri fiori. Mettili da soli in acqua per qualche ora e non ritagliare più gli steli prima di unirli a un mazzo.
Tossicità
I bulbi e le foglie contengono licorina e altri alcaloidi. Nelle persone possono dare nausea, vomito e diarrea; i bulbi vengono talvolta scambiati per cipolle. In caso di ingestione chiama un Centro Antiveleni o il 112. L'ASPCA li segnala come tossici anche per cani, gatti e cavalli.
Se vuoi un tappeto fiorito, pianta i bulbi in gruppi irregolari, a manciate, invece che in file: l'effetto sarà più naturale e simile a una macchia di prato fiorito.