Un nome, tanti generi
Quello che in giardino e nei mazzi chiami aster non appartiene più a un unico genere. Dopo una riclassificazione, in Aster sono rimaste soprattutto le specie eurasiatiche; in Italia ne crescono spontanee due, l'astro alpino sui prati d'alta quota e l'astro di Virgilio (Aster amellus) in boscaglie e arbusteti.
Gli astri autunnali americani sono passati al genere Symphyotrichum, mentre la Callistephus chinensis, detta anche regina Margherita, è una pianta annuale originaria dell'Asia orientale con un genere tutto suo.
Gli astri d'autunno
Il Symphyotrichum novi-belgii arriva a 60-120 centimetri e fiorisce da agosto a ottobre, per lo più in blu-violetto. Esistono ben oltre mille varietà con un nome. Il Symphyotrichum novae-angliae è più alto e spesso resiste in fiore fino a novembre.
Piante sane
- Scegli un punto soleggiato e arieggiato: all'ombra o con piante troppo fitte le foglie restano umide e arriva l'oidio.
- Il terreno ideale è fresco, ricco e non acido.
- I cespi vecchi si infittiscono: in primavera dividili e rimetti a dimora i pezzi giovani esterni.
- Taglia gli steli secchi a fine autunno, oppure lasciali fino alla primavera come rifugio per gli insetti.
Mazzi e animali
Per i mazzi si coltivano soprattutto astri a fiore piccolo, come la varietà bianca 'Monte Cassino', e la regina Margherita. Con le foglie tolte sotto il livello dell'acqua durano circa una settimana. L'ASPCA indica come non tossica per cani, gatti e cavalli soltanto la Callistephus chinensis; per gli altri astri manca una valutazione, quindi se il tuo gatto morde i fiori tieni il mazzo fuori portata.