Un capolino che sembra un fiore solo
Quella che chiami gerbera è in realtà un capolino: i "petali" colorati sono fiori ligulati, mentre al centro stanno tanti piccoli fiori tubulari. La famiglia è quella delle Asteraceae, la stessa della margherita. Il nome del genere ricorda il naturalista tedesco Traugott Gerber, amico di Linneo, e le specie sono una ventina.
Le gerbere dei mazzi derivano da un incrocio tra due specie sudafricane, Gerbera jamesonii e Gerbera viridifolia. La forma selvatica ha fiori arancio-rossi di quattro o cinque centimetri; quelle da fioraio arrivano a dodici centimetri circa. Esistono tinte dal bianco al giallo, dall'arancio al rosso e al rosa, ma una gerbera davvero blu in natura non esiste: se la vedi, è stata colorata.
In Italia dal primo Novecento
Secondo Wikipedia, un floricoltore tedesco portò le gerbere in Italia intorno agli anni Venti-Trenta del secolo scorso, e il loro successo come pianta da vaso e fiore reciso crebbe soprattutto dopo il 1950. Oggigiorno sono tra i fiori recisi più diffusi al mondo.
Perché lo stelo si piega
Uno studio dell'Università di Wageningen ha mostrato che il cedimento avviene di solito dieci-quindici centimetri sotto il capolino, dove l'acqua evapora più in fretta di quanta ne salga. Qualche accorgimento aiuta:
- taglia lo stelo in obliquo prima di metterlo in acqua;
- usa un vaso lavato bene e acqua pulita, ma versane poca;
- tieni il mazzo al fresco, lontano da termosifoni, correnti d'aria e sole diretto.
In questo modo la gerbera dura in genere da una settimana a dieci giorni.
Se hai gatti o cani
Secondo l'ASPCA la gerbera non è tossica per cani, gatti e cavalli. Un animale che ne mastica grandi quantità può comunque avere disturbi di stomaco: in caso di dubbio chiama il veterinario.