Un genere tra monti e steppe
Il genere Crocus appartiene alle Iridacee e conta circa 80 specie. Il suo areale va dalla Spagna ai Balcani e al Mediterraneo orientale, fino all'Africa nordoccidentale e all'Asia Minore, spingendosi a est fino alla Cina occidentale. Nella flora spontanea italiana se ne contano circa 15 specie. La maggior parte fiorisce da fine inverno ad aprile, alcune solo in autunno.
La più nota è Crocus sativus, dai cui stigmi rossi si ricava lo zafferano.
Un crocus fiorisce solo per pochi giorni o settimane, ma torna per anni se il bulbo resta indisturbato. Se lo compri in vaso, mettilo in un punto luminoso dopo la fioritura, lascia che le foglie appassiscano e solo allora trapianta i bulbi in giardino. Così un vaso diventa a poco a poco un prato fiorito.
Crochi in giardino
Il crocus primaverile (Crocus vernus) si pianta spesso; altre specie, come Crocus tommasinianus, si naturalizzano facilmente nel prato e dopo qualche anno formano un tappeto viola.
- Pianta i bulbi in settembre-ottobre, a circa otto centimetri di profondità.
- Scegli un punto soleggiato con terreno drenante: l'umidità fa marcire i bulbi.
- Nel prato falcia solo quando le foglie sono appassite.
- Con il sole i fiori si aprono del tutto, con tempo coperto restano chiusi.
I crochi sono una delle prime fonti di polline per api e bombi nei primi giorni miti.
Attenzione al colchico
Le specie autunnali si confondono con il colchico (Colchicum autumnale), molto più velenoso: ha sei stami, il crocus solo tre, e appartiene a un'altra famiglia. Per l'ASPCA il crocus primaverile può causare nei cani e nei gatti disturbi gastrointestinali come vomito, diarrea e salivazione. Se qualcuno ha mangiato un bulbo sconosciuto, chiama subito un Centro Antiveleni; per un animale, il veterinario.