Bocca di leone classica: il fiore che "parla"
La bocca di leone (Antirrhinum majus) è una pianta originaria del bacino del Mediterraneo, dove cresce spontanea anche su muri e rocce. Il nome viene dalla forma del fiore: due labbra chiuse che si aprono come una piccola bocca se premi delicatamente i lati della corolla. I fiori sono riuniti in spighe dritte e fitte che si aprono dal basso verso l'alto.
La versione classica, di un giallo caldo e luminoso, è quella che molti ricordano dagli orti e dai giardini di casa.
Fioritura e coltivazione
Si coltiva come annuale o biennale: seminata a fine inverno o messa a dimora in primavera, fiorisce da maggio fino all'autunno, soprattutto se togli regolarmente le spighe sfiorite. Ama il pieno sole e un terreno ben drenato, non troppo ricco. Le varietà alte, da 60 a 90 centimetri, sono le migliori per il taglio e possono aver bisogno di un tutore; quelle nane sono perfette per bordure e vasi.
Come farla durare in vaso
Recidi le spighe quando i fiori in basso sono aperti e quelli in alto sono ancora in boccio. Taglia gli steli in obliquo, togli le foglie che finirebbero sott'acqua e cambia l'acqua ogni due giorni: così la bocca di leone dura circa una settimana e continua ad aprire i boccioli. Tienila lontana dalla frutta matura, perché l'etilene fa cadere i fiori.
Quando regalarla
Con il suo giallo solare la bocca di leone classica porta allegria in un mazzo estivo, per un compleanno, un ringraziamento o semplicemente per rallegrare la casa. Si abbina bene a girasoli, zinnie e fiordalisi. È un fiore sicuro anche in famiglia: non è tossica per cani e gatti.