Il nome inganna
Giglio della pace è il nome commerciale di Spathiphyllum, ma la pianta non è un vero giglio: appartiene alla stessa famiglia dell'anthurium e della calla, le Araceae. Il bianco che ammiri è una spata, mentre i fiori veri sono i minuscoli puntini sullo spadice. In natura cresce sul suolo delle foreste tropicali, perciò ama l'umidità e si accontenta di poca luce.
Lo spatifillo raggiunge circa un metro in natura; in vaso resta in genere tra i quaranta e i settanta centimetri.
Perché non fiorisce o ingiallisce
Se non produce spate, in genere è troppo al buio o ha meno di un anno. Le foglie gialle o con i bordi marroni sono dovute spesso a eccesso di concime o a terriccio troppo secco. Una pianta afflosciata si rialza dopo l'annaffiatura, ma se succede spesso si indebolisce. Una luce chiara e indiretta, un vaso con fori e un sottovaso svuotato dopo l'acqua fanno la differenza.
Spesso ripetuto: purifica l'aria?
Una nota ricerca della NASA ha citato questo genere tra le piante che riducono alcuni inquinanti in ambienti chiusi. Nelle stanze di casa l'effetto è però difficile da misurare, quindi non contare su di lui per pulire l'aria.
Tossico per cani e gatti
L'ossalato di calcio contenuto nella pianta, secondo l'ASPCA, è tossico per cani e gatti: masticarla causa bruciore alla bocca, salivazione, vomito e difficoltà a deglutire. Non è invece un vero giglio e non provoca i danni renali tipici di Lilium. Mettila comunque in alto, e se un animale la mastica chiama il veterinario.